Tuesday, 31 January 2012

Il passato

"Si stava meglio quando si stava peggio". Se si dimentica quanto ormai sia diventata un luogo comune, si rischia di cogliere una nostalgica verità in questa frase. Dire "meglio" e "peggio" implica l'aver dato un giudizio su un qualcosa, usando un certo metro; per me stasera la grandezza di questa frase è nel lasciar vacillare, attraverso il paradosso, la certezza dell'oggetto del giudizio (o gli oggetti del giudizio) e l'impersonificazione temporale del giudicante.
Sarà l'ora tarda, o qualunque altra cosa, ma mi sembra che questa frase contenga tanto l'esperienza della memoria quanto l'arbitrarietà del soggettivismo che, nell'eccesso — nemmeno poi tanto eccessivo — di considerare tale frase come massima saggia, diventa sociale ovvero del soggettivismo in cui il  soggetto non è un singolo individuo ma l'intera società.
D'accordo, è tardi per me, l'avevo già scritto.
Il concetto finale è che probabilmente non ci rendiamo conto di cosa stiamo perdendo, di quello che sacrifichiamo per un "progresso" socioculturale (... economico e ideologico e politico e tecnologico ecc. ecc.) che ci viene venduto come "meglio" ma che in realtà rischia di essere peggio del "peggio" di quando non c'era tale "meglio" (!)
Fortunatamente c'è l'arte a contribuire all'"esperienza della memoria" che nella frase in questione può essere presente solo simbolicamente.
Un esempio è il video di Luna Gualano per la canzone Hiroshima dei Lemmings. Riporto quanto scritto dal cantante (pure autore), Emiliano Ra-B,  su faccialibro — in un certo senso un caso di sincronicità, avevo questa frase e questi pensieri (confusi lo ammetto...) in mente e mi sono ritrovato a leggere:
Tra qualche mese molti di questi posti non esisteranno più: lo S.D.O. prevede che al loro posto nascano nuove strutture.
Alcuni sono cambiati già oggi, dopo neanche due mesi dalle riprese.
Il comune ha espropriato molte delle case che vedete in questo video valutandole come "stalle" (visto che così erano state accatastate, nel secolo scorso) ed ha di fatto tolto la casa a gente che lì dentro ci vive.
Ci auguriamo che, in qualche modo, il nostro video rimanga a parziale testimonianza di una storia recente di cui raramente si parla e di tante piccole storie che non vedrete mai in televisione.

Thursday, 5 January 2012

Detesto quando

Detesto quando

  • ti suonano perché hai osato fermarti in prossimità delle strisce pedonali
  • nello specchietto retrovisore non riesci a vedere i fanali tanto ti stanno attaccati
  • due problemi in un anno diventano venti in un giorno
  • si dice "ho un sacco di cose da fare" e alla domanda "cosa?" non se ne trovano più di due che si potrebbero poi fare in un paio di ore ma misteriosamente finiscono per occupare l'intera giornata
  • rifacendo una valigia al ritorno non entrano più le stesse identiche cose che c'erano all'andata
  • si va per non tornare
  • si torna senza essere mai andati
  • le persone commentano i video malfatti su youtube sostenendo che un video malfatto rovina la bellezza della musica
  • le ante degli armadi non si chiudono bene
  • si mistificano personaggi e oggetti con troppa serietà
  • il particolare si confonde con il generale e quando le generalizzazioni vengono intese in senso assoluto
  • dimentico di specificare "secondo me" e vengo ripreso anche nei casi in cui è ovvio che si tratta di una opinione personale
  • si perdono accenti immotivatamente
  • dimenticano quanto elastica e mutevole sia una lingua
  • non ricordo o non so più fare qualcosa che ricordavo benissimo o in cui eccellevo
  • dimentico nel momento giusto ciò che ho ricordato precedentemente ma in anticipo
  • autocensuro un moto verbale o scritto spontaneo per paura di fraintendimenti
  • mi pento di non aver autocensurato un moto verbale o scritto spontaneo che ha causato poi fraintendimenti
  • realizzo di non avere un protocollo per una situazione nuova e capisco come avrei dovuto reagire in ritardo
  • mi cadono le cose dalle mani
  • non trovo più cose che so di aver messo in un certo posto perché poi lì le avrei trovate facilmente
  • ripongono scarpe e ciabatte che uso tutti i giorni per una maniacale e assurda ricerca di apparente ordine
  • mi rendo conto di avere paura di essere me stesso
  • noto che una persona mostra diffidenza solo perché tale persona è di sesso femminile ma io no
  • viene sottovalutata l'importanza che do ai miei difetti
  • mi si fanno complimenti di qualunque genere, anche se meritati — e ancora di più detesto quando so o penso che non lo siano
  • le persone pensano che sia una persona cinica e insensibile
  • non riesco a far distinguere quello che dico perché ci credo e quello che enuncio solo perché conseguenza logica di assunzioni che non condivido necessariamente
  • mi accorgo che aveva ragione chi mi disse che sono un libro aperto
  • le persone mi parlano senza prima essersi assicurate che ci sia un canale di comunicazione aperto
  • non trovo un passo di un libro che mi è piaciuto molto
  • mi sforzo di passare inosservato e non ci riesco
  • passo inosservato quando mi sforzo di essere notato
  • non ho una seconda possibilità
  • le persone non ti concedono spiegazioni che invece ritieni ti siano dovute, tanto più che non costerebbero nulla
  • le persone mentono senza un motivo logico — senza uno scopo deducibile
  • non trovo le parole giuste
  • non riesco a rimettere a posto una rivista perché è troppo stretto e non avendo la necessaria rigidità si spiegazza tutta
  • mi accorgo che un intero giorno è passato e non riesco a fare un elenco di cose utili fatte
  • facebook mi fa il quiz sulle foto per vedere se sono davvero io
  • trovo la pubblicità su un canale "normale" di youtube
  • piove proprio nel giorno in cui ho deciso di mettermi il paio di scarpe non adatto alla pioggia
  • mi siedo sulla tazza senza accorgermi per tempo che la tavoletta è sollevata e mi sembra di precipitare per quel centimetro circa prima di toccare la fredda ceramica
  • viene usata la parola "scialla"
  • non mi va di parlare ma sono costretto a farlo
  • mi va di parlare ma non c'è nessuno disposto ad ascoltare
  • inizio un racconto, sono costretto a lasciarlo, e quando lo riprendo non ricordo più come doveva proseguire e non ho preso appunti o buttato giù idee dicendomi che tanto me ne sarei ricordato
  • mi sveglio sapendo di aver fatto un bel sogno ma non riesco a ricordarmi nemmeno una "scena"
  • calcolo male i tempi per arrivare in un posto
  • non riesco a raggiungere l'area di pelle che mi prude
  • finisco una tavoletta di cioccolato o un pezzo di pane o un pacco di patatine ecc. senza riuscire a fermarmi
  • vengono ripetuti consigli pur non essendo palesemente necessario
... segue, forse ...

Wednesday, 28 December 2011

Tanto per battere un colpo

Tanto per battere un colpo (e per pareggiare in quantità di post il "mio" blog in inglese) e per passare 5 minuti in attesa di essere asservito al potere alimentare... Mi è capitato sotto mano di nuovo "la prova matematica" che 2=1. Divertente, tanto per scherzare, ma purtroppo leggendo i commenti mi pare di evincere che moltissimi (troppi) pensano che questo dimostri realmente che 2=1 o che la matematica sia una opinione o qualcosa di "fragile" che può ingannare.

La "prova" si svolge così:

$$a = b$$

$$a^2 = ab$$

$$a^2 + a^2 = a^2 + ab$$

$$2a^2 = a^2 + ab$$

$$2a^2 - 2ab = a^2 + ab - 2ab$$

$$2a^2 - 2ab = a^2 - ab$$

$$2(a^2 - ab) = 1(a^2 - ab)$$

$$2 = 1$$

Il fatto che stranamente non balza agli occhi è che già la seconda equazione ci informa che $a^2 = ab$ ovvero che $a^2 - ab = 0$, e quando si semplificano le espressioni dividendo per una quantità incognita, bisogna imporre che tale quantità sia diversa da zero; in questo caso $a^2 - ab \ne 0$, che contraddice la seconda riga e ci suggerisce che tale operazione non è fattibile; di fatto, stiamo dividendo per zero e questo sappiamo che "non è bene".

Dunque non è che la matematica che inganna, è imprecisa o è intrinsecamente difficile: qui il problema è che non tutte le "manipolazioni algebriche" che si stanno facendo sono corrette; quella riguardo la divisione non "recita" che due membri di una equazione restano uguali se divisi per una stessa quantità. Questo è vero, e fattibile, solo imponendo che tale quantità sia diversa da zero (e come detto nel caso specifico ciò porta a una contraddizione).

Per riassumere, gli unici passaggi necessari per evidenziare il problema di questo "enigma", sono:

$$a = b$$

$$a - b = 0$$

$$1(a - b) = 0$$

$$1 = 0$$

Ma come detto prima di eseguire la divisione bisogna imporre $a \ne b$, che è esattamente l'opposto di quanto stabilito nella prima riga. Da una simile contraddizione l'unica verità matematica che esce fuori è che "non si può dividere per zero"... Anche se...