giovedì 21 agosto 2014

Ornitoteca/ I massacri inutili

A parte la mancanza dell'accento (che se ad ometterlo fosse stato qualcun altro che dice cose a lei sgradite, molto probabilmente non avrebbe mancato di sfruttarlo secondo le solite fallacie), l'essenza del tweet (volto unicamente a deridere), l'avallo, con quel «giustamente», del “massacro” virtuale, a parte queste cose, dobbiamo chiederci cosa abbia scritto di tanto assurdo il Riotta per essere «giustamente» massacrato…

Cosa ha «da riderone duro» questo tweet? Mi sembra che non ci sia assolutamente niente «da riderone duro»: Riotta cita l'uccisione di una giornalista, avvenuta il 20 agosto di un'altra epoca storica, e poi l'uccisione del cronista Foley, avvenuta sempre il 20 agosto (ma del 2014).

I twittaroli irosi sono pronti con le loro interpretazioni da masticare e risputare in faccia al Riotta: secondo qualcuno (per esempio questo) Riotta ha fatto un paragone tra i Borboni di Napoli e l'ISIS. Poiché questa è l'Interpretazione (con la I maiuscola), cioè esattamente quello che voleva dire Riotta, allora la si assume corretta e si rimanda al mittente, dicendogli che ha detto una sciocchezza «sesquipedale»1; o che ha fatto un «paragone azzardato» — nonostante nel tweet non ci sia alcun paragone esplicito! Viene inferito (scorrettamente), ma nel tweet non c'è che la memoria di due eventi.

Qualcun altro non ha capito che vuole dire, né azzarda una specifica interpretazione, ma è chiaro che non è in grado di estrarre alcun significato che gli risulti sensato.

Fortunatamente c'è chi si mantiene sul ragionevole e sfortunatamente c'è chi non sa cogliere i collegamenti: «il 20 agosto 1968 i carri armati sovietici entrarono a Praga, ma anche questo c'entra pochino». In realtà non c'entra un cazzo (per usare un eufemismo), a meno che i carri armati, entrando a Praga, non abbiano ucciso qualche giornalista o qualche cronista, e allora il tweet sarebbe potuto essere:

1968, Praga, i carri armati uccidono il giornalista Pinco Panther. 2014, Iraq, ISIS decapita cronista Foley.

Al tizio è sfuggito il fatto che il collegamento non è dato dai Borboni paragonati all'ISIS (paragone che non c'è), ma dal fatto che siano stati uccisi due giornalisti — ma comunque se Riotta voleva ricordare la Pimental, perché avrebbo dovuto citare Pinco Panther?

Pur riproponendo il tweet come similitudine fatta e decisa tra Borboni e ISIS e non come accostamento di fatti (nella speranza che le libere associazioni vengano fatte da esseri senzienti…?), per fortuna tale A.P. è in grado di elaborare un pensiero più interessante dei vari inutili, volgari e insipienti «ridaroni» di turno.

Ma sul filone dell'interpretazione secondo cui Riotta avrebbe fatto un paragone si innesta la critica storica e motivazionale:

Affinché il tweet di Riotta torni, è necessario che i Borboni ce l'avessero con gli americani, che la Pimentel fosse “straniera” e che fosse uccisa per questo e non perché giacobina

Tra le altre cose, la Treccani ci conferma che la Pimental fosse una cronista.

Nella breve vita della Repubblica la F. si ritagliò uno spazio suo proprio divenendo con il Monitore napoletano la più celebre "cronista". […]

Inoltre:

Di fronte alle notizie di stragi e devastazioni che giungevano dalle province si opponeva alla pratica del terrore messa in opera dall'esercito francese contro gli insorti, […]

E ancora:

Ella prese subito parte alle riunioni del comitato di patrioti che, a fronte della minaccia di anarchia popolare o del tentativo di un governo aristocratico degli eletti della città, propugnava l'instaurazione di una repubblica democratica.

In generala si può dire che fosse una giornalista che “lottava” (tramite articoli e anche fattivamente) contro le ingiustizie, a favore del popolo e della “libertà”? Si può dire qualcosa del genere per questo James Foley, che con la sua attività di fotogiornalista voleva “smascherare” (o meglio, denunciare e rendere note all'opinione pubblica) le ingiustizie e gli orrori in Iraq?

È una interpretazione plausibile che non mette in ridicolo Riotta; quindi va scartata. È questa la logica della gente da «riderone duro».

È Riotta stesso, ringraziando un cinguettatore per il suo tweet (uno dei pochi moderati e ragionevoli), che conferma che il tweet va letto più che altro come ricordo della Pimental, giustiziata il 20 agosto come James Foley.

Tutto qui.

La gente da «riderone duro» farebbe bene a tacere ogni tanto.


  1. «Sesquipedale», «disamina»… parole recuperate da giornalisti e opinionisti, rimesse a nuovo, digerite e reinserite nei vocabolari correnti dei “semplici” commentatori, a vario titolo, della politica (e poi naturalmente tracima in altri “settori”).

3 commenti:

  1. Grazie
    Gianni Riotta
    www.riotta.it

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  2. Pensi, la leggo e mi stringe il cuore, non solo errori di ortografia da bocciature alle scuole elementari, ma ignoranza storica crassa: non sapere neppure del Monitore Napoletano, della prima donna direttrice di giornali in Italia. Veda, che non sappiano nulla passi pure la tragedia è che parlano, parlano, parlano. Grazie. GR

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  3. Tra i delitti maggiori annovero il non domandarsi «ma è questa l'unica interpretazione?»; e poi il selezionare (“istintivamente”) l'interpretazione basandosi sull'idea che si ha dell'autore: non posso esserne certo, ma sono abbastanza convinto del fatto che l'interpretazione sarebbe stata automaticamente “buona” se a scrivere il tweet fosse stato uno dei loro idoli o una delle loro auctoritas predilette.
    Turba un po' anche l'inclinazione alla ”caccia allo zimbello”: mi sembra che si provi piacere fine a sé stesso a cogliere qualcuno in fallo, in modo da poterne ridere assieme ai propri “compagni” (che naturalmente la pensano allo stesso modo…), e ciò senza che ci sia stato alcuno “scambio di opinioni”, magari acceso, che un minimo giustifichi il “gioco”.
    C'est la vie — e io mi diverto un po' con questo genere di post a scovare «debolezze del pensiero» (espressione usata per sinteticità) di questo e altro tipo: ognuno ha le sue perversioni!

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