giovedì 27 marzo 2014

Gli italiani non sanno

Ci sono almeno due cose che gli italiani al volante non sanno fare:

  • rallentare e, all'occorrenza, fermarsi alle strisce pedonali;
  • svoltare correttamente a sinistra (da una strada a doppio senso).
L'elenco è sicuramente più lungo. Ma concentriamoci su poche cose per volta.

Le strisce pedonali, queste sconosciute. Ormai è diventato un luogo comune ed è persino banale dirlo. Anche se in verità di recente mi è capitato almeno un paio di volte di dovermi stupire avendo avuto modo di osservare un'auto fermarsi per lasciar passare dei pedoni. Comunque ci hanno pensato i mezzi successivi a ridarmi fiducia negli stereotipi.

La svolta a sinistra, bisogna ammetterlo, è particolarmente complicata e fonte di stress. Per prima cosa ci troviamo dietro degli automobilisti che trovano intollerabile dover rallentare, figuriamoci persino fermarsi, in attesa che ci decidiamo a completare la manovra. Ciò non deve spingere alla fretta: il codice prevede che si dia precedenza alle auto che vengono nel verso opposto; i guidatori al volante di tali mezzi sono motivati dalla stessa psicologia che rende impazienti quelli che ci stanno dietro: la mia meta è più importante della tua, in barba a qualunque buonsenso alla guida, quindi non rallenterò mai e mi prenderò sempre la precedenza, non me ne frega se dietro c'è un treno di auto che se aspetti che finisce fai notte. Se sporgi il muso accennando ad invadere la corsia, svirgolerò per passare, eventualmente azionando il clacson per ricordarti di stare al tuo posto e che potevamo farci male —anzi: potevi farmi male: la colpa sarebbe stata tua.

Visti questi presupposti, chi tenta di svoltare a sinistra tende ad anticipare la svolta e tagliare la strada, specie se vede un'auto in arrivo nell'altra corsia ma ancora abbastanza lontana per poterci consentire la svolta: se la facessimo correttamente, saremmo troppo avanti e dovremmo fermarci; e le auto dietro, giù di lampeggianti o clacson o semplice nervosismo: ma chi ti ha dato la patente, perché non hai svoltato prima, ma guarda tu se per 'sto imbranato devo perdere questi secondi preziosi!

Ma questa è una motivazione fin troppo razionale all'abitudine che sto cercando di descrivere. In un viaggio all'estero (mi pare in Islanda) rimasi “colpito” dal fatto che i percorsi per le svolte a sinistra fossero segnati con delle strisce, del tutto simili a quelle di separazione delle corsie. Mica stupido, pensai: senza, compiere la manovra giusta, anche senza fonti di stress, implica la capacità di immaginare la traiettoria corretta.

Dubito però che questo sia il problema dell'italiano medio al volante: il suo problema, fretta e fonti di stress a parte, è che realmente pensa che la svolta a sinistra si faccia così. Poi, se nessuno ti guarda, che importanza ha come la fai? (A proposito, l'avete messa la freccia?)

La rozza immagine seguente vorrebbe illustrare i due modi di svoltare a sinistra. Il tracciato in verde è quello corretto (circa…): prevede l'avanzata verso il centro, per poi compiere la svolta (dopo aver dato la precedenza a chi viene da destra, cioè a tutti, nel caso in cui l'incrocio non sia regolato da semaforo). Quello in rosso è quello tipico e sbagliato. 


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